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Asteasier: dalla ricerca sulle microalghe a startup biotech


C’è un momento, nel percorso di molte startup deep tech, in cui la ricerca smette di essere solo un risultato accademico e inizia a confrontarsi con una domanda più concreta: può funzionare nel mondo reale? Asteasier nasce esattamente in quel punto di passaggio, come startup biotech che porta la ricerca sulle microalghe fuori dal laboratorio e dentro una traiettoria industriale.

Spin-off dell’Università di Verona e startup del portfolio Day One, Asteasier lavora su un obiettivo preciso: produrre ingredienti funzionali naturali, sostenibili e ad alte prestazioni, in grado di sostituire molecole oggi ottenute tramite sintesi chimica o processi poco compatibili con le nuove esigenze regolatorie e ambientali. Una sfida che riguarda settori di dimensioni considerevoli – nutraceutica, alimentare, mangimistica, cosmetica – e che parte da un elemento minuscolo ma potentissimo: la microalga.

Una piattaforma, 5 possibili mercati

Una piattaforma, 5 possibili mercati

Dalla pressione normativa a una necessità industriale

Negli ultimi anni, la transizione verso ingredienti naturali non è più solo una scelta di posizionamento. Le restrizioni su additivi sintetici, coloranti e molecole di origine petrolchimica stanno accelerando, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. In questo contesto, molecole come l’astaxantina naturale – uno degli antiossidanti più potenti presenti in natura – rappresentano un caso emblematico: oggi oltre il 90% dell’astaxantina sul mercato è di origine sintetica.

Asteasier interviene proprio qui, grazie a microalghe coltivate in sistemi indoor completamente controllati, capaci di catturare CO₂ e di raggiungere livelli di produttività molto elevati. Il risultato è una piattaforma industriale basata su microalghe che consente di ottenere molecole naturali ad alta concentrazione, riducendo l’impatto ambientale e i costi di produzione rispetto alle alternative tradizionali.

Una tecnologia che nasce dal laboratorio, ma pensa in grande

Il percorso di Asteasier è il risultato di una costruzione progressiva. Prende forma nel 2015 con un ERC Starting Grant dedicato all’ingegneria metabolica delle microalghe. Prosegue negli anni successivi, grazie al supporto e collaborazione con Day One, attraverso due ERC Proof of Concept, fino all’EIC Transition che segna l’ingresso in una fase industriale. Questo percorso ha permesso di costruire un portafoglio tecnologico solido, basato su ceppi proprietari e su processi di coltivazione ed estrazione ad alta efficienza.

A rendere questa traiettoria particolarmente significativa non è solo la sequenza dei finanziamenti, ma il modo in cui sono stati utilizzati, ossia come strumenti di costruzione progressiva dell’impresa. I PoC hanno rappresentato il passaggio dalla validazione scientifica alla prima interrogazione del mercato mentre l’EIC Transition ha consolidato questa direzione collegando roadmap tecnologica, capacità produttiva e primi scenari di industrializzazione.

Oggi Asteasier dispone di un impianto produttivo operativo a Carpi, con una capacità iniziale di circa 6 tonnellate annue di biomassa e un piano di crescita graduale che punta a superare le 500 tonnellate annue entro il prossimo decennio. Non si tratta solo di scalare, ma di farlo mantenendo il controllo sulla qualità, sulla riproducibilità e sulle caratteristiche funzionali delle molecole prodotte.

Il passaggio dal PoC all’impresa: il ruolo di Day One

In questo passaggio, il contributo di Day One è stato strutturale. Presente fin dalle prime fasi di valorizzazione della ricerca, Day One ha accompagnato Asteasier lungo tutto il percorso che va dal laboratorio all’impresa, curando non solo gli aspetti formali delle candidature ai programmi europei, ma soprattutto la loro impostazione e sostanza strategica.

I PoC ERC non sono stati trattati come esercizi isolati di fattibilità, ma come momenti di messa a fuoco: quali applicazioni prioritizzare, quali filiere industriali coinvolgere, quali vincoli regolatori affrontare per primi, quale modello di sviluppo potesse sostenere una crescita reale. Day One ha lavorato su queste domande insieme al team scientifico, trasformando i PoC in strumenti di orientamento imprenditoriale.

Lo stesso approccio ha guidato il percorso verso l’EIC Transition, dove l’obiettivo non era più dimostrare che la tecnologia funziona, ma che può diventare una base industriale a tutti gli effetti. La definizione della strategia, la costruzione della roadmap, il collegamento tra tecnologia, investimenti produttivi e mercato sono stati elementi centrali di questo lavoro.

Oggi, questa collaborazione prosegue in modo fluido e integrato: Day One è co-fondatore di Asteasier e guida la sua Business Unit come Venture Builder, giocando un ruolo attivo nella definizione di una strategia di crescita a lungo termine. Non si tratta di un supporto esterno ma di una presenza strategica all’interno del progetto, pensata per accompagnarne lo sviluppo nel tempo. Un esempio di questo impegno è il finanziamento ricevuto da Lazio Innova che sostiene la costruzione e la strutturazione del business di Asteasier – un traguardo che è stato reso possibile grazie alla solida rete di connessioni di Day One nell’ecosistema dell’innovazione romana.

Non solo prodotti ma una piattaforma industriale

Un elemento distintivo di Asteasier è la varietà delle applicazioni. Dalla stessa piattaforma tecnologica nascono ingredienti destinati a mercati diversi: biomasse ad alto valore nutrizionale per la salute umana e animale, estratti naturali per nutraceutica e cosmetica, soluzioni per l’acquacoltura in grado di sostituire pigmenti sintetici oggi dominanti.

Alcuni prodotti sono già stati testati da partner industriali internazionali, dimostrando prestazioni comparabili alle alternative sintetiche, ma con un profilo nutrizionale e ambientale nettamente migliore. È qui che la ricerca incontra davvero il mercato: quando i dati sperimentali diventano criteri di scelta industriale.

Prodotti di Asteasier

Il valore di un trasferimento tecnologico ben costruito

Asteasier non racconta solo una storia di innovazione tecnologica ma anche di metodo. La presenza di finanziamenti competitivi nazionali ed europei, la costruzione progressiva della capacità produttiva, le collaborazioni industriali già attive indicano un approccio che riduce il rischio tipico delle startup deep tech. La tecnologia non viene “spinta” sul mercato, ma accompagnata attraverso tappe precise: validazione, regolatorio, partnership.
In un panorama in cui molte soluzioni biotech restano confinate al laboratorio, Asteasier rappresenta un esempio concreto di come la scienza possa diventare infrastruttura industriale. Non un ingrediente in più, ma una nuova filiera possibile per l’evoluzione della nutrizione e dei materiali funzionali.
E forse è proprio qui il punto: non immaginare un futuro lontano, ma rendere praticabile – oggi – un’alternativa naturale, sostenibile e scalabile.

Nota editoriale
Questo articolo fa parte della rubrica Project Story — From Science to Application, dedicata ai progetti e alle startup che Day One accompagna nel passaggio dalla ricerca all’applicazione reale e al mercato.