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Colibri Biomed: quando l’automazione diventa la risposta ai bisogni del diabete di tipo 1


Negli ultimi anni la gestione del diabete di tipo 1 (DT1) ha beneficiato di un’evoluzione tecnologica significativa. Sensori di monitoraggio continuo, microinfusori, app e sistemi di supporto alla terapia hanno reso più informate molte decisioni quotidiane.
Eppure, per chi convive quotidianamente con la malattia — e per chi se ne prende cura — la gestione resta complessa, continua e impegnativa. È in questo punto di attrito – tra innovazione disponibile e complessità reale d’uso – che nasce la storia di Colibri Biomed.

Colibri Biomed è la startup del portfolio Day One, nata come spin-off della Universitat Politècnica de València, che porta sul mercato oltre dieci anni di ricerca europea trasformandoli in una tecnologia pensata per scomparire sullo sfondo della vita quotidiana: un sistema che punta a restituire tempo e libertà a chi convive ogni giorno con la terapia insulinica.

Oltre la performance tecnologica: il problema quotidiano nella gestione del diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1 non è solo una questione di valori glicemici.
È una sequenza ininterrotta di decisioni: pasti, attività fisica, dosaggi, correzioni, attenzione costante.

Un’indagine condotta all’interno del progetto europeo PRISMA da Day One ha coinvolto circa 400 pazienti e caregiver per comprendere meglio questi bisogni. I risultati dell’indagine mostrano tre criticità chiave nella gestione del diabete di tipo 1:

  • anche tra chi utilizza microinfusori, gli episodi di iper e ipoglicemia restano frequenti
  • il carico mentale della gestione rimane elevato, in particolare per i caregiver
  • emerge una richiesta forte di sistemi capaci di automatizzare realmente la somministrazione di insulina, riducendo l’intervento manuale e la necessità di un controllo costante

In questo contesto, la domanda che guida Colibri non è come misurare meglio ma come ridurre il numero di decisioni che una persona deve prendere ogni giorno. In altre parole: come far sì che l’automazione diventi una risposta reale e non solo una promessa.

Dalla ricerca al mercato: il passaggio verso un sistema utilizzabile nella vita reale

Trasformare un risultato scientifico in un sistema utilizzabile nella vita quotidiana non è un passaggio lineare. Significa spostare il fuoco dalle prestazioni teoriche alle condizioni reali di utilizzo.

Nel caso del diabete di tipo 1, questo comporta domande concrete:

  • come si comporta il sistema durante i pasti e l’attività fisica?
  • quali vincoli clinici, regolatori e di sicurezza entrano in gioco?
  • cosa semplifica davvero la gestione quotidiana e cosa rischia di renderla più complessa?

È in questo spazio — tra funzionamento tecnologico e uso reale — che la tecnologia inizia a diventare prodotto. La tecnologia deve diventare un’esperienza affidabile e l’affidabilità non è solo ingegneria – è design, gestione del rischio, validazione, percorsi regolatori e strategia di mercato.

Colibri Biomed sta sviluppando, infatti, un sistema pensato per ridurre il carico mentale della terapia, puntando su una logica molto chiara: l’innovazione è utile quando toglie complessità, non quando aggiunge livelli di gestione.

Perciò, l’obiettivo è lavorare verso una somministrazione di insulina sempre più automatizzata — con attenzione particolare ai momenti che, nella vita reale, sono più difficili da gestire: pasti e attività fisica.

La tecnologia Colibri Biomed: verso una somministrazione di insulina realmente automatizzata

La tecnologia sviluppata da Colibri Biomed è progettata per ridurre effettivamente il carico decisionale nella gestione del diabete di tipo 1.
Il sistema combina controllo algoritmico avanzato e sicurezza fisica della terapia, due elementi essenziali per un’automazione affidabile nella vita quotidiana.

Il sistema si basa su due pilastri tecnologici principali:

  1. Algoritmo proprietario di controllo (brevettato)
    Un algoritmo per la regolazione della dose di insulina in tempo reale, basato sui dati glicemici e integrabile con CGM di terze parti. L’obiettivo è eliminare la necessità di input manuali, in particolare durante pasti e attività fisica, che rappresentano oggi i momenti di maggiore complessità nella gestione del diabete di tipo 1.
  2. Sensore proprietario di sicurezza
    Un sensore in grado di rilevare occlusioni o anomalie di flusso nel sistema di infusione, aumentando l’affidabilità, la continuità della terapia insulinica e la sicurezza complessiva del dispositivo.

La combinazione è significativa poiché l’automazione non è data soltanto da un buon algoritmo ma da un equilibrio tra controllo e sicurezza, tra prestazioni e comportamento in condizioni non ideali, tra ciò che il sistema calcola e ciò che può accadere fisicamente lungo la catena di somministrazione.

Il ruolo di Day One: costruire il ponte tra scienza e applicazione

Day One opera come venture builder specializzato nel trasferimento tecnologico e nello sviluppo di startup deep tech, accompagnando progetti scientifici ad alto potenziale nel passaggio dalla ricerca al mercato.

Nel caso di Colibri Biomed, Day One è coinvolta fin dalle fasi iniziali, quando la tecnologia era ancora in fase di definizione applicativa. Il nostro ruolo è stato quello di guidare un percorso di evoluzione progressiva, trasformando una soluzione scientificamente avanzata in un prodotto utilizzabile e scalabile. L’obiettivo è rimasto costante: costruire un ponte solido tra eccellenza scientifica e applicazione industriale, assicurando che innovazione, bisogni reali degli utenti e requisiti di mercato crescessero in modo allineato.

Nel tempo, il contributo di Day One ha toccato aspetti centrali del percorso di sviluppo: dalla definizione delle priorità di prodotto al design, dall’analisi di mercato al posizionamento competitivo, fino alla negoziazione per l’acquisizione delle licenze e all’identificazione dei partner industriali per la progettazione e l’industrializzazione del dispositivo. A questo si sono aggiunti la strutturazione del business model e del business plan, la valutazione dei percorsi regolatori e la costruzione dell’intero progetto imprenditoriale.

Un lavoro di accompagnamento continuo che ha portato alla fondazione di Colibri Biomed come startup del portfolio Day One a novembre 2025. Un coinvolgimento che non è solo operativo, ma anche un segnale di commitment: Day One è infatti parte attiva dell’impresa anche come investitore, oltre che come co-founder e advisor.

Si è trattato di un lavoro di costruzione graduale, fatto di decisioni progressive, allineamenti e trade-off, più che di accelerazioni forzate.

Quando la ricerca europea genera impresa

La storia di Colibri Biomed è anche un esempio concreto di trasferimento tecnologico europeo che funziona. I risultati scientifici sviluppati tra Spagna, Danimarca e altri centri di eccellenza trovano continuità in una startup capace di portare l’innovazione fuori dal laboratorio.

Non a caso, la nascita dello spin-off è stata accompagnata dall’attenzione dei media spagnoli, che hanno sottolineato il valore sociale del progetto: migliorare la qualità della vita delle persone con diabete di tipo 1, intervenendo su uno degli aspetti più faticosi e invisibili della malattia: la gestione continua.

In questo percorso, Day One agisce come elemento di continuità: presidia il passaggio tra scienza e impresa, dimostrando come l’innovazione ad alto impatto sociale richieda non solo buona tecnologia, ma anche una costruzione imprenditoriale strutturata.

Uno sguardo in avanti

Colibri Biomed si trova oggi in una fase cruciale del proprio sviluppo e il messaggio che emerge è chiaro: l’automazione non è più solo una direzione di ricerca, ma una richiesta esplicita dei pazienti.

Nel contesto del diabete di tipo 1, questo significa portare sul mercato soluzioni di somministrazione automatizzata dell’insulina capaci di ridurre il carico quotidiano della terapia e incidere concretamente sulla qualità della vita di pazienti e caregiver.

Quando una startup nasce ascoltando i bisogni reali del mercato e cresce mettendo l’utente al centro, la distanza tra ricerca scientifica e impatto sociale non si riduce soltanto: scompare.

Nota editoriale
Questo articolo fa parte della rubrica Project Story — From Science to Application, dedicata ai progetti e alle startup che Day One accompagna nel passaggio dalla ricerca all’applicazione reale e al mercato.